
Teatro Civico Roberto de Silva
All'inizio del Novecento, Rho era un piccolo centro agricolo attraversato da un tram che collegava la campagna a Milano. La svolta arrivò con l'industrializzazione: sorsero i primi stabilimenti tessili, che attirarono manodopera dal Sud Italia. Donne e uomini trovarono impiego nei reparti di produzione, e le fabbriche divennero non solo luoghi di lavoro, ma anche spazi di incontro, di rivendicazione sindacale e di vita collettiva, come documentano le foto d'epoca che ritraggono gite e momenti ricreativi tra i dipendenti.
Negli anni Settanta, l'area industriale di via Castelli Fiorenza accolse la Diana de Silva Cosmétiques, un'azienda attiva nella profumeria e nella cosmetica. Sotto la direzione di Roberto de Silva, appassionato d'arte moderna e collezionista, lo stabilimento produsse fragranze su licenza per marchi di stilisti come Gianfranco Ferré, Chiara Boni e Byblos, fino a quando la crescente concorrenza internazionale portò alla chiusura, nel 2005, con la vendita alla Cosmoprod.
L'area restò inattiva fino a quando il Comune di Rho, sotto la guida del sindaco Pietro Romano, avviò un progetto di rigenerazione urbana in accordo con i proprietari del sito, Bracco Real Estate. Fu l'amministrazione a sostenere e guidare l'operazione, inquadrandola in un piano di recupero più ampio che prevedeva residenze e servizi. Il cuore del progetto è stato il nuovo teatro, inaugurato nel novembre 2022. Progettato dallo Studio Arassociati, l'edificio si caratterizza per una facciata in vetro e una copertura verde, affacciato sulla nuova piazza Enzo Jannacci. La sala principale, con capienza fino a 450 posti, è dotata di sistemi acustici adattabili e di un impianto energeticamente efficiente. Gli spazi, inclusi il foyer e una sala minore, sono pensati per ospitare mostre, conferenze e spettacoli, con una flessibilità che risponde a esigenze culturali diversificate.
All'inaugurazione, Diana Bracco, presidente del Gruppo, ha ricordato il marito scomparso e sottolineato il valore della cultura come strumento di apertura e dialogo. L’evento ha segnato l’arrivo di un percorso che ha trasformato il sito industriale in un polo culturale aperto al territorio. Il teatro rappresenta così un'infrastruttura civica che, pur mantenendo memoria delle radici operaie di Rho, proietta la città verso nuove funzioni, integrandosi nel tessuto urbano contemporaneo. Il tram che un tempo collegava la cittadina a Milano è ormai un ricordo, ma la vocazione di luogo di passaggio e incontro rimane, oggi declinata in chiave culturale.
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