
Luciano Fabro
Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 Pirelli HangarBicocca presenta “Abitare lo spazio”, la prima retrospettiva museale dedicata a Luciano Fabro in Italia dopo la sua scomparsa. La mostra restituisce la straordinaria attualità della sua ricerca, mettendo in luce la raffinatezza intellettuale, la libertà sperimentale e la sensibilità percettiva che hanno contraddistinto il suo lavoro. Attraverso un ampio percorso che ripercorre l’intera carriera dell’artista, il progetto approfondisce il concetto di “Habitat”, fulcro della sua ricerca percettiva e spaziale, invitando il pubblico a vivere un’esperienza totalizzante che esplora il mondo delle sensazioni e mette alla prova i limiti del sensibile.
Luciano Fabro: l’artista
Figura centrale dell’arte italiana del dopoguerra, Luciano Fabro è stato un esponente di spicco del gruppo dell’Arte Povera, mantenendo un linguaggio individuale mai omologato. Fin dagli esordi, ha sviluppato una personale indagine sul concetto di abitare lo spazio – inteso come campo dinamico di azione – esplorando al contempo lo sguardo, l’esperienza e la relazione dello spettatore con l’opera e con l’ambiente. Fabro ha sperimentato le potenzialità espressive di materiali diversi, dai più tradizionali come il marmo, il vetro e il bronzo, a quelli meno consueti come la seta e il piombo, ciascuno scelto per le sue qualità sensoriali ed evocative. L’artista ha creato un corpus di opere aperto e stratificato in cui materiali e linguaggi si intrecciano in una ricerca al tempo stesso riflessiva e sensuale, rigorosa e dinamica.
La mostra “Abitare lo spazio” in Pirelli HangarBicocca
La mostra "Abitare lo spazio" presenta circa cinquanta sculture e installazioni tra le più rilevanti del suo percorso artistico. L’esposizione approfondisce l’approccio concettuale e formale dell’artista allo spazio, indagando il modo in cui esso dialoga con la percezione di chi lo abita. In particolare, viene dato risalto alla ricerca percettiva e spaziale avviata dall’artista negli anni Sessanta, tracciandone l’evoluzione dalle prime sperimentazioni con superfici specchianti, agli esiti dei cinquanta anni successivi fino ad arrivare a strutture e spazi architettonici più complessi, spesso realizzati in carta, che l’artista definiva “habitat”: ambienti ideali – autonomi o integrati in spazi esistenti – concepiti per accogliere e attivare le sue opere. Il percorso espositivo in Pirelli HangarBicocca alterna singole opere a grandi nuclei ambientali che comprendono al loro interno più lavori, concepiti come parti di un unico dispositivo spaziale, e ad alcuni habitat ricostruiti nelle Navate dopo la scomparsa dell'artista, sulla base delle sue indicazioni progettuali.















