
Che dolore terribile è l’amore
Una ferita mai sanata che tormenta due amiche, una pagina buia della storia della Corea del Sud, l’impossibilità di venire a patti con il passato: attraverso le parole della scrittrice Premio Nobel Han Kang, Daria Deflorian prosegue la sua riflessione sul senso della perdita, l’abisso e la fragilità della natura umana.
Torna al Teatro Studio Melato in forma definitiva – dopo l’anteprima come work in progress, nell’ambito del Festival Presente Indicativo | Milano Crocevia – l’ultimo incontro di Daria Deflorian con Han Kang. Nel suo romanzo Non dico addio, la scrittrice Premio Nobel affronta una delle pagine più buie del recente passato della Corea del Sud: la sanguinosa repressione della rivolta di Jeju, nel 1948.
È la storia di due amiche, Gyeong-ha e In-seon, e della madre di una di loro, unite dal desiderio di non dimenticare, di non dire addio a chi ci ha lasciato tragicamente. Gyeong-ha è ossessionata da un sogno ricorrente: un grande cimitero affacciato sul mare, una distesa di tronchi d’albero, in parte bruciati, una nevicata senza sosta e il mare che pian piano comincia a salire, minacciando di spazzare via le tombe, le lapidi, le spoglie di chi è sepolto. Un giorno riceve un messaggio da In-seon, che vive sull’Isola di Jeju: si è ferita lavorando il legno ed è stata trasportata d’urgenza sulla terraferma, ma ha lasciato a casa un uccellino che rischia di morire di fame…
Daria Deflorian percorre e interroga questo testo perturbante, condividendo con Han Kang il rifiuto di ridurre le tragedie ai meri nomi delle città e al numero dei morti. Per avvicinarsi a quel passato che si rifiuta di passare, bisognerà lasciarsi attraversare dalla fragilità dell’essere umano e da tutto quello che inevitabilmente ci tocca.
Durata dello spettacolo: 1 ora e 25 minuti senza intervallo





















