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AI CONCIERGE

Come posso aiutarti a esplorare Milano oggi?

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Viaggio tra i 5 navigli <br>che hanno fatto grande Milano
Milano sull'acqua

Viaggio tra i 5 navigli
che hanno fatto grande Milano

Prima di diventare capitale della moda e della finanza, Milano è stata una delle più grandi città d'acqua d'Europa.
Un sistema ingegnoso di canali artificiali che per secoli ha trasportato merci, idee e persino i marmi del Duomo.

Naviglio Grande
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Naviglio Grande

È il più antico e imponente dei canali milanesi, scavato a partire dal XII secolo per collegare il fiume Ticino alla città.

Per secoli è stato la spina dorsale commerciale della Lombardia, utilizzato per trasportare merci pesanti — tra cui i blocchi di marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo — e oggi anima indiscusso della vita notturna, del vintage e dei cortili d'arte.

Naviglio Pavese
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Naviglio Pavese

La via d'acqua verso il Po nata dal sogno d'Italia di Napoleone Iniziato ai tempi dei Visconti ma completato definitivamente solo nell'Ottocento sotto la dominazione napoleonica, il Naviglio Pavese unisce la Darsena di Milano con la città di Pavia e il fiume Po.

Caratterizzato da un sistema di conche e chiuse perfettamente conservate, rappresenta una via ciclabile e turistica immersa nella natura che taglia la zona sud della metropoli.

Naviglio della Martesana
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Naviglio della Martesana

Progettato nel Quattrocento sotto il ducato di Francesco Sforza (con il fondamentale contributo ingegneristico di Leonardo da Vinci per la gestione delle chiuse), scende dal fiume Adda fino a entrare in città da nord-est.

Conosciuto anche come "Naviglio Piccolo", scorre lungo piste ciclabili rigogliose, antichi mulini e le maestose "ville di delizia" della nobiltà milanese.

Naviglio di Bereguardo
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Naviglio di Bereguardo

La rotta dimenticata verso le campagne del Ticino Nato come diramazione del Naviglio Grande nel XV secolo per collegare Abbiategrasso al fiume Ticino nei pressi di Bereguardo, è oggi il più intimo e meno urbanizzato dei canali.

Pur non essendo più navigabile, conserva un fascino senza tempo grazie ai suoi argini alberati, al famoso ponte di barche e alle antiche conche in pietra immerse nel verde della pianura.

Naviglio di Paderno
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Naviglio di Paderno

La sfida ingegneristica tra le rocce che incantò Leonardo da Vinci Scavato per superare l'impetuoso tratto non navigabile del fiume Adda, questo canale rappresenta un capolavoro assoluto d'ingegneria idraulica.

Immerso nell'area protetta del Parco Adda Nord, offre scorci paesaggistici spettacolari e canyon rocciosi che ispirarono a Leonardo da Vinci gli sfondi di capolavori come La Vergine delle Rocce.

Curiosità
Il Tombone di San Marco

L’opera idraulica milanese dal macabro utilizzo

Oggi, per molti milanesi e frequentatori della movida, il Tombone di San Marco è sinonimo della storica ed elegante birreria-bistrot aperta nel 1957 tra via Montebello e via San Marco. Ma la storia di questo luogo affonda le sue radici molto più indietro nel tempo, tra grandi opere di ingegneria e un’aura decisamente cupa.

Per secoli, il Tumbun de San Marc (o Tombon) è stato una fondamentale opera idraulica della città: la conca e il bacino di attracco in cui il Naviglio della Martesana concludeva il suo percorso da Trezzo sull'Adda per immettersi nella Cerchia interna dei Navigli.

Questo snodo fondamentale, che consentiva il trasporto delle merci fino al cuore di Milano e al cantiere del Duomo, custodiva però una caratteristica insidiosa.Proprio all'uscita delle chiuse, l'impatto della forte pressione idrica e la notevole profondità del bacino generavano forti vortici e pericolosi mulinelli subacquei. Questa combinazione rese purtroppo il Tumbun uno dei luoghi più celebri e tragici della Milano dell'Ottocento e del primo Novecento per i suicidi, ma anche per i frequenti annegamenti d'avventori e lavandaie. Si diceva persino che le acque del Tombone "non restituissero mai ciò che inghiottivano" prima di diversi giorni, alimentando storiche leggende popolari legate alla zona.

Con la copertura della Cerchia dei Navigli negli anni Trenta, l'antica conca è stata interrata e l'acqua ha lasciato il posto alle strade moderne. Tuttavia, il nome è sopravvisuto nella memoria collettiva, trasformando un tragico punto geografico in un vivace angolo di ritrovo nel cuore del quartiere Brera.