
El principio del Domo di Milano fu nel anno 1386
Come cita l’iscrizione scolpita nel marmo di Candoglia all’interno della Cattedrale, tutto ebbe inizio nel XIV secolo, con l’avvio dei lavori della costruzione della grande chiesa di Milano, che troverà compimento solo nel 1965.
Un intreccio di storie, epoche, personaggi, grandi restauri e raffinati dettagli all’ombra delle guglie, posti sotto la custodia della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, lo storico ente preposto alla conservazione e valorizzazione della Cattedrale fondato un anno dopo dall’inizio della costruzione, nel 1387, dall’allora Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti.
Oggi il Duomo è la chiesa più grande d’Italia – se si esclude la Basilica di San Pietro presso la Città del Vaticano- nonché la terza al mondo per superficie e la sesta per volume.
Un primato tenuto stretto per molti secoli e quasi imbattuto prima dell’avvento dell’architettura contemporanea.
Con i suoi 158 metri di lunghezza e 93 di larghezza, il Duomo di Milano ricopre infatti oltre 430mila metri cubi di volume e 12mila metri quadri di superficie coperta, di cui 8mila calpestabili. Il tutto per un peso totale di 325mila tonnellate di peso!
Una planimetria imponente suddivisa in cinque navate e scandita da 52 piloni, corrispondente al numero delle settimane in un anno. I piloni sono alti 22 metri e collegati tra loro da archi acuti.
Si mescolano allora due anime, quella lombarda e quella transalpina, possibili tramite l’istituzione di un cantiere internazionale di artisti, architetti e maestranze unite negli sforzi per trionfare nella Cattedrale milanese come interpretazione complessa, ardita e unica dell’architettura gotica.
Ripercorriamo allora il Complesso Monumentale del Duomo, scopriamo i diversi luoghi e primati che lo compongono, pronti a partire per un viaggio tra incredibile e meraviglia.
La visita al Duomo di Milano ha inizio!
Diamo i numeri
Per comprendere la grandiosità del Duomo possiamo avvalerci di alcuni dati tecnici che ci aiutano a realizzare con più concretezza la sua immensità.

Tappa 1
Dove la città incontra il cielo
La prima tappa ha inizio dall’esterno, ammirando la grande facciata e i mille decori su cui l’occhio vi si adagia con letizia. Notiamo subito l’ingente quantità di sculture e decorazioni rigogliose che si arrampicano come merletti scolpiti nel marmo sulla Cattedrale, fin su in cielo, impreziosendo la veduta di Milano e della piazza.
Un tempo quest’ultima doveva essere ancora più impattante, restituendo al visitatore tutta la candida mole del Duomo all’improvviso.
3.400 statue decorano il Duomo. Di queste 2.300 sono all’esterno.
Profeti, sante, martiri e vescovi sono solo alcune delle 1800 sculture a cielo aperto di ogni epoca e scuola. Esse trovano collocazione incastonandosi tra le nervature delle pareti e ancora sulle 410 mensole, sulle 746 mensole a testina, su portali e, non per ultimo, a decoro delle 135 guglie che coronano la copertura della Cattedrale.
96 i giganti che sostengono l’impianto di scolo e con loro anche i 150 doccioni dalla cui bocca di pietra si rovescia l’acqua piovana di quelle giornate milanesi da dimenticare. Piccoli e dalle espressioni variegate solo gli 800 peducci, capolavori d’espressione scolpiti in miniatura nel marmo.
All’interno le sculture trovano un posto persino sui grandi capitelli, un dettaglio poco noto, ma che descrive un primato unico al mondo per il Duomo e la sua architettura.
200 sono anche gli altorilievi a cui si aggiungono le coloratissime vetrate che alleggeriscono elegantemente la struttura. Dei 164 finestroni, spiccano sicuramente le 55 vetrate istoriate, le cui cromie animano ben oltre 3.600 personaggi tratti dal vangelo, dal nuovo e dal vecchio Testamento ed ovviamente dalla storia.
Un insieme decorativo che oltre a non stancare mai la vista, rappresenta la più felice espressione creativa dei tanti artisti e maestri che in oltre sei secoli hanno fatto parte della storia artistica del Duomo e della sua città.
Le Terrazze del Duomo sono un grande unicum che don alla Cattedrale un primato raro: quello di lasciarsi esplorare quasi interamente, in un continuo dialogo tra la terra e il cielo, conferendogli il privilegio di essere una delle pochissime architetture monumentali dalla copertura quasi interamente percorribile.

Tappa 2
Porte di bronzo e storie di marmo
Ammirando la facciata, seconda tappa del nostro tour, questa si mostra a noi bellissima, suddivisa dai contrafforti in cinque campate e quindi scandita da nervature verticali il cui peso viene retto dagli straordinari telamoni.
Dalla piazza, inoltre, basta percorrere con lo sguardo il prospetto principale per comprenderne l'imponenza: 56 metri di altezza e 67,9 di larghezza, che guidano lo sguardo verso l'alto, mentre alla base si aprono i grandi portali d'accesso.
I battenti di bronzo sono cinque, realizzati tutti durante il Novecento – un’epoca recente, se la si relaziona con quella di costruzione della facciata, eretta nel 1813 a seguito dell’incoronazione di Napoleone, avvenuta nel 1805 all’interno del Duomo. Fu quindi nel XIX secolo che essa venne piano piano completata così come la conosciamo oggi, attraverso un costante turbinio di mutamenti di gusti e di pensiero.
La prima porta ad essere stata eseguita fu quella centrale, realizzata tra il 1906 ed il 1908. L’ultima invece fu completata nel 1965. Tutte rappresentano un incredibile lavoro di cesello bronzeo senza precedenti.
Giungiamo poi alla maestosa guglia maggiore, innalzata nel 1769, mirabile opera di equilibrio statico e vertice del già complesso sistema architettonico del tiburio.
La guglia, simbolo del Duomo, simbolo di Milano, fu peraltro la prima parte della Cattedrale ad essere oggetto di un importante restauro statico, solo 70 anni dopo il suo completamento.
All’apice svetta lucente la celebre Madonnina, raffigurante la Vergine Assunta attraverso 33 lastre di rame sbalzato. Alta 4.16 metri, l’opera è interamente ricoperta da 6750 foglie di oro zecchino, equivalenti a 337 grammi, per un totale di 984 kg di peso. Ma il carico più grande che la Madonnina sostiene non è quello del rame e dell'oro: è quello di essere, da oltre due secoli, il simbolo del Duomo e dell'intera città di Milano, verso la quale continua a rivolgere il suo sguardo protettivo.

Tappa 3
Sotto il Duomo, prima del Duomo
Tappa particolare è quella che ci porta sotto il sagrato del Duomo, un’area poco nota ai turisti: esplorando i sotterranei della Cattedrale, a quasi 4 metri sotto il livello della piazza, si scopre una struttura archeologica dal valore importantissimo, sopravvissuta dall’originario complesso paleocristiano e medievale. Gli scavi avranno inizio negli anni 40’ del Novecento per realizzare un rifugio antiaereo in centro città, trovando poi più lieta sorpresa all’inizio degli anni 60’ in occasione della realizzazione della metropolitana milanese.
Questi hanno infatti riportato alla luce le prime fasi di edificazione delle due basiche antecedenti il grande Duomo, Santa Tecla e Santa Maria Maggiore; assieme al battistero di San Giovanni alle Fonti, ampio ben 19,3 metri di diametro, nel quale Sant’Ambrogio battezzò il futuro sant’Agostino nella notte del 387.
Visitando infatti l’area archeologica del Duomo, è possibile ancora oggi notare i resti della vasca ottagonale, un tempo interamente rivestita di marmi pregiati e così impegnata nella notte della vigilia di Pasqua per accogliere il rito del Battesimo.
Dagli scavi della metropolitana emersero altre due particolarità. La prima: la presenza di un’area cimiteriale risalente al IX secolo, posta esattamente tra Santa Tecla ed il battistero. Numerose sepolture sono infatti state rinvenute nei loro dintorni, dimostrando l’importanza per il defunto di essere sepolto accanto all’edificio sacro.
Queste arrivarono addirittura a sovrapporsi in più livelli, riguardando per lo più personaggi importanti della Chiesa.
La seconda particolarità fu il rinvenimento di 222 monete di circa 1 centimetro, databili tra meta IV ed inizio VII secolo, intrappolate nella canaletta perimetrale del Battistero.
Piccole monete ma grandi storie che oggi sono in grado id ricondurci frammenti di devozione e di umanità rimasti in attesa sotto i nostri piedi per secoli.

Tappa 4
Luce e vertigine, dalla Cattedrale al Museo
All’interno la Cattedrale è magnifica: la quarta tappa, entrando da una delle grandi porte, pone subito la nostra attenzione alla navata centrale, grande il doppio di quelle laterali, decorate, quest’ultime, da volte intonacate a finto traforo, dove una foresta di 52 altissimi pilastri che, come già anticipato, divengono esempio unico con i suoi capitelli coronati da statue di santi e profeti, proiettando lo sguardo verso il centro dell’altare maggiore.
Da qui il grande finestrone centrale cattura ogni sguardo, trionfando magnificamente sulla grande Raza inondata di luce, simbolo del sole di giustizia. L’iconografia cristiana si amalgama allora perfettamente con il tributo alla casata viscontea, posto strategicamente in una serie di stemmi posti proprio ai piedi del rosone.
La luce ed i giochi di colori provenienti dalle vetrate hanno il potere di raccogliere i pensieri e fermare per un attimo il tempo all’interno di questo antico tempio di bellezza. Una dinamica che in qualche modo si rivive anche all’interno del Museo del Duomo, dove prosegue la nostra visita. Attraversiamo allora la piazzetta di Palazzo Reale e ne varchiamo la soglia.

Tappa 5
Museo del Duomo
Qui il tempo pare quasi sospeso, in questo luogo di 2.100 metri quadri, dove le antiche sculture hanno trovato il loro elegante ricovero, custodi della memoria del Duomo, lontano dalle intemperie. Le copie presenti sui prospetti della Cattedrale sono numerose per sostituire gli esempi originali così osservabili da vicino, attraverso un allestimento appositamente studiato per far emergere dalla penombra i dettagli più belli.
Oltre alla statuaria però, il Museo offre al visitatore un percorso che raccoglie, nelle 21 sale al pian terreno del Palazzo, opere di arte vetraria, modelli lignei, arazzi, dipinti e magnifiche oreficerie, dimostrando chiaramente il grande carattere cosmopolita dei saperi del Duomo nel tempo, in un alternarsi di maestranze europee e lombarde presso il grande cantiere della Cattedrale.
A conclusione dell’itinerario non può mancare la chiesa di San Gottardo in Corte, un tempo facente parte del palazzo Visconti ed oggi meta conclusiva del percorso museale.
In conclusione
Se mai immaginassimo di sovrapporre verticalmente le diversi componenti architettoniche che caratterizzano il Duomo, dalla fondazione ai piloni, dai contrafforti ai gugliotti, fino alle guglie del Tiburio e con esso anche la guglia maggiore arriveremmo ad un’altezza di 5300 metri superando incredibilmente il Monte Bianco!
Straordinario diviene allora pensare a come il Duomo, opera di ingegno umano, fede e dedizione, sembri ancora oggi voler sfidare il cielo!
Forse perché, al di là di numeri e primati, il Dòm l’è semper il Dòm!
Per informazioni:
ACQUISTA IL TUO BIGLIETTO
Duomo Info Point
Piazza del Duomo, angolo destra della facciata (lato Palazzo Reale)
Tutti i giorni 09.30-17.30
Tel. +39 02 72023375
info@duomomilano.it


























